L’USURA NEI CONTRATTI CON LE BANCHE

Il mio contratto di mutuo o di conto corrente prevede interessi usurari?

Chi ricorre ad una banca al fine di ottenere un finanziamento, sia esso una persona fisica che ha bisogno del mutuo per l’acquisto della casa, sia esso un imprenditore che ha bisogno di finanziamenti al fine di intraprendere un’attività di impresa o al fine di sostenere i costi nelle more della realizzazione dei crediti derivanti dalla sua attività, costituisce comunque la componente debole nel rapporto contrattuale che si instaura con l’Istituto di credito.
La legge tutela il contraente più debole nei rapporti contrattuali con le banche e, ovviamente, nei confronti di qualsivoglia soggetto che eroghi un prestito in denaro a fronte del pagamento corrispettivo di interessi, con la legge n . 108 del 1996, in materia di usura, apportando importanti modifiche sia all’art. 644 c.p. che prevede il reato di usura, sia all’art. 1815 c.c. in tema di determinazione degli interessi nel contratto di mutuo.

Attenzione a tutte le spese sostenute nel contratto: concorrono a determinare interessi usurari

L’art. 644 c.p. prevede al comma 4 che “per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito”, mentre l’art. 1815 comma 2 c.c. prevede ora che “se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi” (a differenza della precedente formulazione che sanzionava la previsione di interessi usurari con l’applicazione dell’interesse al tasso legale).
Il DECRETO-LEGGE 29 dicembre 2000, n. 394 convertito, con modificazioni, in legge 28 febbraio 2001, n. 24 contiene l’interpretazione autentica della legge 7 marzo 1996, n. 108, recante disposizioni in materia di usura e, nell’art. 1, prevede che “ai fini dell’applicazione dell’art. 644 del codice penale e dell’art. 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento”.

TAN e TAEG (ecco dove sono le spese, commissioni ecc. ecc.)

Per valutare la sussistenza dell’usura originaria vanno raffrontati il TAEG (tasso effettivo globale) con il TAN (tasso di interesse corrispettivo pattuito): se il TAEG supera il tasso soglia, sussiste usura originaria.
L’importanza del TAEG è data dal fatto che esso costituisce lo strumento principale di trasparenza nei contratti di credito al consumo, in quanto esprime, in termini percentuali rispetto al capitale erogato, il costo totale effettivo del credito a carico del consumatore, tant’è che viene definito come “il tasso che rende uguali, su base annua, i valori attuali di tutti gli obblighi finanziari (prestiti, rimborsi e oneri) esistenti o futuri assunti dal creditore e dal consumatore”. La sua misura include oneri diversi e ulteriori rispetto al tasso di interesse, atteso che il calcolo del TAEG deve tenere conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese – escluse imposte e tasse – collegate all’erogazione del credito e sostenute dal cliente, di cui il soggetto finanziatore è a conoscenza, anche tenuto conto della normativa in materia di trasparenza.

Se gli interessi del mio mutuo sono usurari ho diritto al rimborso di tutti gli interessi corrisposti!

Ai sensi della L. 108/1996, sotto un profilo civilistico, il superamento del tasso soglia comporta, quale sanzione, l’applicazione dell’art. 1815 co. 2 c.c. che, nel prevedere “se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”, determina la conversione forzosa del ‘finanziamento usurario’ in ‘finanziamento gratuito’. In tal caso, nessun interesse è dovuto (né moratorio né corrispettivo) con il diritto, a favore del soggetto beneficiario del prestito, di ripetere le somme pagate a questo titolo.
In tal modo verrà riequilibrato il rapporto tra le parti: la sanzione della nullità colpisce l’istituto di credito che ha erogato il finanziamento imponendo un tasso di interesse usurario e quindi contra legem.

Controllare il proprio contratto di finanziamento

Pertanto sarebbe opportuno che il contraente “debole” procedesse ad una verifica del proprio contratto di finanziamento stipulato con l’istituto di credito, al fine di accertarsi se, nel proprio caso, i tassi di interesse previsti superino o meno il tasso soglia usura.
In tal caso, infatti, la legge consente di riportare il contratto alla legalità, con la sanzione di cui all’art. 1815 c.c. (la gratuità del finanziamento).

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